Maria Assunta: un ponte d’arte tra Oriente e Occidente

La festa dell’Assunzione di Maria, celebrata ogni anno il 15 agosto, rappresenta uno dei temi più cari all’arte sacra, sia in Oriente che in Occidente. Un soggetto che attraversa i secoli, unendo tradizioni e linguaggi artistici diversi, e che conserva intatto il suo valore simbolico e spirituale.

Il professor Pasquale Lettieri, critico e storico dell’arte napoletano, ne sottolinea l’importanza:

«È un tema molto presente nella produzione artistica sacra. Le prime fonti si rintracciano nel Vangelo apocrifo del Transito della Beata Vergine e, nel primo secolo, negli scritti di Jacopo da Varagine».

L’arte occidentale

Nella storia dell’arte italiana, grandi maestri hanno interpretato il tema dell’Assunzione con capolavori memorabili. La prima opera nota è l’“Assunzione” di Andrea Mantegna (1453), custodita nella Basilica degli Eremitani a Padova. Seguono esempi di altissimo livello, come la celebre tela di Tiziano (1518) per la Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia, e l’Assunzione di Correggio nella cupola del Duomo di Parma.

Queste opere si distinguono per la vivacità cromatica, la composizione dinamica e una forte spinta verticale che guida lo sguardo verso il cielo.

L’arte orientale

Anche l’Oriente cristiano ha elaborato il tema, seppure con un’impostazione iconografica diversa. Qui si parla di Dormitio Mariae, raffigurando Maria sul letto di morte, con Cristo che accoglie la sua anima, spesso in presenza degli apostoli Pietro e Paolo.

Un tema senza tempo

Dai mosaici medievali alle grandi tele rinascimentali e barocche, passando per Cimabue, Giotto, Beato Angelico, Luca Signorelli, fino ai mosaici della Chiesa di Santa Maria in Trastevere a Roma, il soggetto dell’Assunzione continua a ispirare generazioni di artisti.

Come afferma il professor Lettieri:

«Ogni raffigurazione di Maria Assunta è un ponte tra l’umano e il divino, tra l’arte e la fede, capace di parlare a credenti e non credenti con il linguaggio universale della bellezza».

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